Riabilitazione post ictus, prima applicazione della realtà virtuale a Grosseto
Pubblicato il 9 Febbraio 2026
Primo progetto in Italia che applica la tecnologia immersiva in forma ludica nel recupero funzionale dei pazienti. La ricerca, sostenuta da Fondazione CR Firenze, è condotta con l’Università svedese di Umea
Prende il via all’Ospedale Misericordia di Grosseto la prima applicazione pratica della realtà virtuale per la riabilitazione di pazienti colpiti da ictus ischemico. L’attività sperimentale è stata avviata da gennaio nel reparto di Recupero e rieducazione funzionale-Area Grossetana dell’Azienda USL Toscana Sud Est.
Da ottobre 2024 il reparto di Riabilitazione ha intrapreso lo studio “Mi.Re.Co.Mo.Re: realtà mista per la riabilitazione cognitiva e motoria”, un progetto di ricerca sviluppato per migliorare gli esiti clinici dei pazienti con ictus ischemico attraverso l’uso della realtà virtuale mista durante la degenza riabilitativa. Le ultime evidenze scientifiche hanno dimostrato che i pazienti con questa patologia possono beneficiare significativamente di trattamenti riabilitativi svolti in ambienti virtuali arricchiti e stimolanti, con miglioramenti nelle funzioni cognitive superiori come memoria, attenzione, linguaggio e capacità di problem solving.
Lo studio, sostenuto da Fondazione CR Firenze, è condotto da Mauro Mancuso, direttore della Uoc Rrf dell’Ospedale Misericordia, in collaborazione con l’Università svedese di Umea.
Il visore di realtà mista consente ai pazienti di svolgere esercizi di diversa complessità attraverso i “Serious Game”, attività con solide basi neurocognitive presentate in forma ludica. Questa modalità trasforma la sessione riabilitativa in un’esperienza coinvolgente, permettendo ai pazienti di raggiungere risultati significativi nel miglioramento delle funzioni cognitive e motorie.
La realtà virtuale mista si configura come uno strumento che potrebbe rivelarsi fondamentale non solo per il recupero dei pazienti con esiti di ictus, ma anche per chi è affetto da altre patologie neurologiche, aprendo nuove prospettive nel campo della riabilitazione neuromotoria.
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