Francesco, un messaggio che parla ancora al presente: la grande mostra di Arezzo
Pubblicato il 2 Ottobre 2026
Dal 3 ottobre al 10 gennaio “L’immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento” ripercorre otto secoli di iconografia francescana con quasi 80 opere, tra capolavori di Beato Angelico, Botticelli e Barocci. Un progetto del Comune di Arezzo e della Fondazione CR Firenze con la Fondazione Guido D’Arezzo
Pace e riconciliazione in un mondo segnato da conflitti, scelta della povertà in un’epoca dominata dal consumo, rispetto del creato come bene comune e non come risorsa da sfruttare: a ottocento anni dalla morte, il messaggio di san Francesco d’Assisi resta di straordinaria attualità. È questo uno dei messaggi che ci restituisce la mostra L’immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento, in programma ad Arezzo dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
L’esposizione è un progetto del Comune di Arezzo e di Fondazione CR Firenze in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo e d’intesa con le diocesi, le comunità francescane e il Ministero della Cultura, si svolge tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, accanto alla Basilica di San Francesco con il ciclo di Piero della Francesca, e gli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio, esempio di barocco aretino. Il percorso, curato da Cristina Acidini con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, riunisce quasi 80 tra opere e documenti: dipinti, sculture, volumi antichi, miniature e tempere. Accanto ai prestiti di istituzioni come il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Londra e i Musei Vaticani, molte tavole provengono da chiese e luoghi sacri della Toscana e di altre regioni e vengono esposte insieme per la prima volta.
In mostra opere di, tra gli altri, di Margarito d’Arezzo, Maestro della Croce, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gio Ponti.
Quello con la mostra è l’ultimo tassello di un impegno di lunga data. Da anni la Fondazione sostiene il restauro di luoghi di culto francescani, tra cui la chiesa di San Salvatore in Ognissanti e gli affreschi di Giotto in Santa Croce a Firenze, la basilica di Santa Margherita a Cortona e il santuario della Verna. Ha inoltre finanziato iniziative culturali come le celebrazioni per l’ottavo centenario delle stimmate e il Festival dei Cammini di Francesco, e ha contribuito alla valorizzazione di alcune tappe del Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce, l’itinerario nazionale promosso dal Ministero del Turismo che unisce in una rete di oltre mille chilometri i principali percorsi storici francescani.
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