La società meridionale nell’età del boom e delle grandi migrazioni, la conferenza di Fondazione Biblioteche
28 aprile 2026, ore 16.30
Fondazione Biblioteche
Vittorio Mete apre una riflessione sul Mezzogiorno nel secondo dopoguerra: conflitti sociali, riforma agraria e l’esodo verso il nord industriale
Il Mezzogiorno che emerge dalla Seconda guerra mondiale è un territorio lacerato, dove la fine del conflitto non porta sollievo ma apre una nuova stagione di tensioni sociali. È questo il punto di partenza della conferenza che il professor Vittorio Mete terrà martedì 28 aprile presso la Sala Convegni della Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze, nell’ambito del ciclo L’Italia del lungo ventennio della ricostruzione. Dalla catastrofe al boom 1943–1968. L’incontro sarà introdotto da Sandro Rogari.
I reduci tornano in un Sud immobile, strutturato attorno al latifondo e a rapporti di forza rimasti intatti nonostante la guerra. La risposta è immediata e collettiva: le occupazioni delle terre si moltiplicano in tutta la penisola meridionale, obbligando il governo a intervenire con la riforma agraria del 1950. Ma la redistribuzione dei latifondi ai contadini, pur segnando una frattura simbolica con il vecchio ordine rurale, non riesce a trasformare le condizioni materiali di chi lavora la terra. I poderi assegnati sono spesso troppo piccoli, privi di infrastrutture, lontani dai mercati.
Negli stessi anni lo Stato tenta un’altra strada: la Cassa per il Mezzogiorno, istituita nel 1950, avvia un ambizioso programma di investimenti pubblici e industrializzazione. Anche questa stagione, però, produce risultati deludenti rispetto alle aspettative. Le grandi fabbriche impiantate nel Sud — la cosiddetta “industrializzazione calata dall’alto” — faticano a radicarsi nel tessuto locale e a generare un autentico sviluppo diffuso.
È da questo doppio fallimento — della riforma agraria e della politica industriale — che prende avvio il fenomeno che più di ogni altro ridisegna la geografia umana dell’Italia repubblicana: l’esodo di massa dalle campagne meridionali verso i centri urbani del triangolo industriale. Torino, Milano, Genova diventano la meta di centinaia di migliaia di persone che lasciano il Sud in cerca del lavoro che il Sud non sa offrire. Un movimento migratorio che trasforma insieme il Nord e il Mezzogiorno, e che ancora oggi pesa sulla struttura economica e demografica del Paese. L’ingresso alla conferenza è libero fino a esaurimento posti. L’iniziativa è realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze e di Intesa Sanpaolo.
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