25 anni di Colloqui Fiorentini: a Firenze oltre 2.200 docenti e studenti di tutta Italia sulle tracce di Umberto Saba
Pubblicato il 26 Febbraio 2026
La kermesse dedicata agli studenti delle superiori torna dal 5 al 7 marzo al Palazzo Wanny di Firenze, promossa dall’associazione di insegnanti Diesse Firenze e Toscana con il contributo di Fondazione CR Firenze.
Venticinque anni di promozione della bellezza, della cultura autentica, di parole “non vane”. Tornano dal 5 al 7 marzo al Palazzo Wanny di Firenze I Colloqui Fiorentini – Nihil Alienum, la grande kermesse nazionale dedicata agli studenti delle scuole superiori, promossa dall’associazione di insegnanti Diesse Firenze e Toscana con il contributo di Fondazione CR Firenze.
Un traguardo significativo per una manifestazione che da un quarto di secolo invita migliaia di giovani ad approfondire le grandi voci della letteratura italiana come occasione di crescita personale e culturale. Protagonista dell’edizione 2026 sarà il poeta triestino Umberto Saba, al centro di tre giorni di incontri, lezioni, testimonianze e dialoghi.
Saranno oltre 2.200 i partecipanti, tra studenti e docenti provenienti da 112 scuole di tutta Italia, riuniti a Firenze per “incontrare” Saba e la sua poesia, sotto il titolo evocativo: “Scavar devo profondo, come chi cerca un tesoro”. Un verso che sintetizza il cuore della proposta culturale dei Colloqui: educare a uno sguardo capace di “scavare” nel profondo della propria umanità, alla ricerca di una più grande comprensione di sé stessi e del mondo.
In un tempo segnato da violenza, tensioni internazionali e crescente chiusura verso l’altro, la voce di Saba risuona con sorprendente attualità. “Sfuma il turchino in un azzurro tutto / stelle. Io siedo alla finestra, e guardo. / Guardo e ascolto; però che in questo è tutta / la mia forza: guardare e ascoltare.” Versi semplici e memorabili che invitano a riscoprire la forza dell’ascolto e dello sguardo, come apertura alla realtà e alla possibilità di un incontro autentico.
Non si tratta di un ingenuo invito a evadere dal dolore, che pure segnò profondamente la vita del poeta, ma della consapevolezza che ogni oscurità può essere attraversata e redenta da una voce che viene da fuori, capace di strapparci alla disperazione: “Ma la tua voce, o gentile, mi parla; fa’ che non cada ancora”. È questa la posta in gioco dei Colloqui Fiorentini: educare giovani capaci di mettersi in ascolto e attendere che possa accadere qualcosa che restituisca il gusto della vita.
«La Fondazione CR Firenze – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente di Fondazione CR Firenze – accompagna i Colloqui Fiorentini fin dalla prima edizione, perché crediamo profondamente nel loro valore educativo. Non è solo un convegno letterario: è un’esperienza che invita migliaia di studenti a confrontarsi seriamente con un autore e con le grandi domande della vita. In un tempo segnato dalla superficialità, scegliere la profondità è una scelta coraggiosa. Sostenere questa iniziativa significa investire in giovani capaci di pensiero critico e responsabilità».
«Da 25 anni i Colloqui Fiorentini si propongono alla scuola italiana come un appuntamento totalmente controcorrente rispetto al trend che caratterizza la vita della nostra società – afferma Gilberto Baroni, presidente di Diesse Firenze e Toscana – in particolare dei giovani, sempre più in balia di una voglia di piacere e di un dionisiaco gusto dell’ebbrezza, fino a comportamenti violenti per sé e per gli altri. A Firenze, invece, anche quest’anno oltre 2.200 studenti e docenti di tutta Italia partecipano al nostro Convegno sul grande poeta triestino Umberto Saba. Così si costruisce una nuova generazione capace di porsi positivamente e di contribuire al bene comune».
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