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La Fondazione CR Firenze invita il pubblico ad assistere gratuitamente allo spettacolo Ercole e le stalle di Augia della Compagnia Elce, con un appuntamento alla Casa del Popolo a Greve in Chianti, e una matinée riservata alle classi delle scuole superiori al Teatro Cantiere Florida di Firenze.
Tratto da un radiodramma degli anni Cinquanta di Friedrich Dürrenmatt e diretto da Marco Di Costanzo, Ercole e le stalle di Augia usa il mito per raccontare con ironia le sfide del nostro tempo. In scena un solo attore, in uno spazio quasi vuoto, dà vita a luoghi e personaggi sempre diversi, trasformando pochi oggetti in mondi inaspettati. Ne nasce uno spettacolo sorprendente che invita a guardare la realtà con spirito critico e immaginazione.
Le attività sono rivolte ai cittadini e alle cittadine della città di Firenze e relativa Città metropolitana, Arezzo e Grosseto con le rispettive aree provinciali.
Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili
Ercole e le stalle di Augia
di Friedrich Dürrenmatt
adattamento e regia Marco Di Costanzo
con Stefano Parigi
suono Andrea Pistolesi
musiche originali Giovanna Bartolomei
traduzione Ippolito Pizzetti
produzione Elce
in collaborazione con Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Musica di Firenze
Attraverso un’ironia dissacrante ed esasperata, Ercole e le stalle di Augia trova nella parodia di una vicenda mitologica l’occasione per riflettere e ironizzare sulla ineluttabile disfatta del mondo contemporaneo. L’analisi delle contraddizioni e dei conflitti sociali si esprime in una chiave farsesca e grottesca di tragica spietatezza, che tende a dilatarsi alla condizione esistenziale dell’intera umanità: una condizione segnata dal caso e oppressa dal Male, in cui ogni gesto e tentativo di ribellione è destinato al fallimento.
Da un lato il testo, scritto in origine per la radio, riflette in modo mirabile il disorientamento e la sfiducia nelle sorti del nostro tempo, dall’altro il linguaggio scenico adottato da Marco Di Costanzo scommette senza riserve sull’elemento umano: l’attore. Un solo attore, nello spazio vuoto, lotta eroicamente con un dramma che si sposta senza soluzione di continuità da Tebe a Elis, da rupi deserte a un’aula di parlamento, con dialoghi, dibattiti politici, un circo, scene di massa e peripezie avventurose.
Lo spettacolo porta alle estreme conseguenze l’uso polisemico di pochi, semplici oggetti e di una geometria allusiva, che consente di trasformare lo spazio grazie alla complicità dell’immaginazione dello spettatore.


Riservato alle scuole
matinée per le scuole superiori
indicato per le classi 4^ e 5^ superiore
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